Miniidroelettrico

Varie sono le forme con le quali l'acqua ci offre energia: è possibile sfruttare l'energia delle onde, delle maree, delle correnti marine.

Tuttavia una sola forma di energia dell'acqua ha assunto sinora rilievo: l'energia cinetica delle acque della superficie terrestre che può essere convertita in energia elettrica mediante apposite turbine idrauliche (energia idroelettrica).

Gli impianti idroelettrici producono energia elettrica sfruttando l'energia potenziale posseduta da una corrente d'acqua tra un dislivello, detto salto, esistente tra le due sezioni di pelo libero superiore (a monte) e inferiore (a valle).

Questa energia potenziale conferisce all'acqua energia cinetica, che viene convertita in energia meccanica per mezzo di turbine, messe in rotazione dalla massa d'acqua che transita al loro interno. L'energia meccanica si trasforma in elettricità attraverso una macchina elettrica detta alternatore.

Oggi l'energia idraulica è la principale fonte nazionale per la produzione di elettricità, con una potenza installata di circa 17.000 Megawatt e una produzione annua che oscilla intorno ai 45 miliardi di kilowattora.

Il primo impianto idroelettrico italiano è stato costruito alla fine del 1800, in Liguria, località Isoverde; fino al 1960 l'acqua è stata la principale fonte per la produzione di elettricità, superata poi dai combustibili fossili resisi necessari a seguito del boom economico.

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