Glossario

cerca per termine
A (12) | B (6) | C (32) | D (4) | E (22) | F (5) | G (7) | I (9) | J (1) | L (1) | M (5) | O (3) | P (13) | R (5) | S (14) | T (5) | V (1) | W (1)
Termine Descrizione
Pannello fotovoltaico

Un pannello (o modulo) fotovoltaico è insieme di più celle, collegate in serie e incapsulate in una struttura rigida a copertura trasparente.

PEAR

Piano energetico ambientale regionale, che tutte le regioni italiane devono periodicamente redigere fissando le strategie per l’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili.

Piani di assestamento forestale

I Piani di assestamento forestale previsti dalla legislazione nazionale e regionale perseguono la finalità di ottimizzare l'uso del bosco intervenendo sulla biomassa esistente con tagli programmati e operazioni selvicolturali di salvaguardia o di miglioramento del patrimonio boschivo. Essi hanno il duplice scopo di consentire il prelevamento di una massa legnosa da destinare ai vari usi commerciali e di fare contemporaneamente tendere la copertura forestale verso uno stato ideale.

Piogge acide

Sono precipitazioni contaminate dalla presenza di acidi che si sono formati nell'atmosfera come conseguenza di processi di combustione. Centrali termoelettriche, scarichi delle auto, impianti di riscaldamento riversano nell'atmosfera milioni di tonnellate di anidride solforosa e di ossidi di azoto. Queste sostanze, reagendo con il vapore acqueo, presente nell'atmosfera sotto forma di nuvole, formano acido solforico e acido nitrico. La ricaduta, con le piogge, di tali composti chimici può verificarsi anche a notevole distanza dai luoghi dove sono avvenuti i processi di combustione e si ripercuote pesantemente su tutto l'ambiente. La vegetazione, che viene danneggiata in modo irreparabile, va incontro a fenomeni di essiccazione. Le sostanze acide contenute nell'acqua piovana danneggiano anche le acque dei fiumi e dei laghi che vengono inquinate dai metalli, resi solubili, attraverso reazioni chimiche, proprio dall'acidità delle piogge.

Pirolisi

La pirolisi è un processo di decomposizione termochimica di materiali organici, ottenuto mediante l’applicazione di calore e in completa assenza di un agente ossidante (normalmente ossigeno). In pratica mentre riscaldando il materiale in presenza di ossigeno avviene una combustione che genera calore e produce composti gassosi ossidati, effettuando invece lo stesso riscaldamento in condizioni però di assenza totale di ossigeno il materiale subisce la scissione dei legami chimici originari con formazione di molecole più semplici. Il calore fornito nel processo di pirolisi viene quindi utilizzato per scindere i legami chimici, attuando quella che viene definita omolisi termicamente indotta. Tra i principali processi pirolitici sfruttati su larga scala spiccano il cracking industriale e il trattamento termico dei rifiuti. Prima del 1925 la pirolisi del legno costituì la fonte principale di metanolo.

Piscicoltura

Allevamento intensivo di pesci e invertebrati (molluschi e crostacei) marini o d’acqua dolce, all’interno di vasche o direttamente in mare, in aree recintate. Il termine include anche tutte le attività finalizzate al ripopolamento delle acque naturali mediante l’introduzione di giovani pesci e individui riproduttori. A volte ci si riferisce alla piscicoltura usando il termine “acquacoltura”, che tuttavia è più ampio, in quanto comprende anche la coltivazione di alghe commestibili e di piante acquatiche.

Pompa di calore

È un dispositivo o un impianto a ciclo inverso che sottrae calore dall'ambiente esterno (scambio termico al vaporizzatore) o da una sorgente di calore a bassa temperatura e lo trasferisce all'ambiente a temperatura più elevata (scambio termico al condensatore). Il coefficiente di prestazione o COP, individua le prestazioni della macchina e dipende dalle temperature di funzionamento. Per esempio la stessa una pompa di calore per la produzione di acqua calda da inviare a un pavimento radiante (35°C) può raggiungere un COP pari a 4, mentre nel caso funzionasse per produrre acqua calda da inviare a un sistema a termosifoni (75°C) avrebbe un COP compreso tra 2 e 2.5. Discorso analogo per la temperatura di funzionamento al condensatore: un condensatore funzionante ad aria a 5°C comporta COP inferiori rispetto ad un condensatore collegato ad acqua a 10°C proveniente da uno scambiatore interrato geotermico. Le pompe di calore possono in genere funzionare anche in modalità di raffrescamento, e pertanto sottrarre calore all’ambiente da climatizzare

Potenza di picco

È la potenza erogata da una cella o modulo fotovoltaico in condizioni standard di funzionamento (irraggiamento 1.000 W/m2 e temperatura 25°C, spettro dell’energia AM 1,5). L’unità di misura è il Watt di picco [Wp] o il chilowatt di picco [kWp].

Potere calorifico

Rappresenta la quantità di calore ottenibile dalla combustione completa di un kg di combustibile. E’ pertanto una proprietà di combustibile in esame e varia da circa 18 MJ/kg per la legna, a circa 42 MJ/kg per benzine e gasoli. Si parla di potere calorifico superiore quando il calore di combustione viene sfruttato portando a condensazione il vapore d’acqua eventualmente presente nei fumi di combustione. In tutti gli altri casi (e sempre quando non specificato) si parla di potere calorifico inferiore.

Pressione idrostatica

La pressione idrostatica è la pressione esercitata da un fluido in quiete su ogni superficie a contatto con esso. Il valore di questa pressione dipende esclusivamente dalla densità del fluido e dall'affondamento del punto considerato dal pelo libero o, in linea più generale, dal piano dei carichi idrostatici . Esso dunque è indipendente dalla massa sovrastante il punto considerato.

Prestazione energetica di un edificio

E' la quantità annua di energia effettivamente consumata o che si prevede possa essere necessaria per soddisfare i vari bisogni connessi ad un uso standard dell'edificio, compresi la climatizzazione invernale ed estiva, la preparazione dell'acqua calda per usi igienici sanitari, la ventilazione e l'illuminazione. Tale quantità viene espressa da uno o più descrittori che tengono conto della coibentazione, della progettazione e della posizione in relazione agli aspetti climatici, dell'esposizione al sole e dell'influenza delle strutture adiacenti, dell'esistenza di sistemi di trasformazione propria di energia e degli altri fattori, compreso il clima degli ambienti interni, che influenzano il fabbisogno energetico. (D.Lgs. 19/08/2005, n°192)

Protocollo di Kyoto

Il Protocollo di Kyoto è un accordo siglato nel 1997, nel corso della Terza Sessione della Conferenza delle Parti (COP) sul clima, istituita nell'ambito della Convenzione Quadro sul Cambiamento Climatico delle Nazioni Unite (UNFCCC). Nel Protocollo sono indicati per i Paesi dell'Annesso 1 gli impegni di riduzione delle emissione di gas serra. Più precisamente le Parti (i paesi industrializzati che hanno aderito alla Convenzione Quadro) dovranno, individualmente o congiuntamente, assicurare che le emissioni derivanti dalle attività umane globali vengano ridotte di almeno il 5% entro il 2008-2012, rispetto ai livelli del 1990. Il Protocollo prevede impegni di riduzione differenziati da paese a paese. All'interno dell'Unione Europea, che si è prefissa un obiettivo di riduzione della CO2 dell'8%, per l'Italia l'obiettivo si traduce in un impegno di riduzione del 6,5% delle emissioni.

Protossido d’azoto (N2O)

E’ un gas serra, che consiste di due molecole di azoto e di una di ossigeno.