Risparmio ed efficienza energetica

La produzione e il consumo dell'energia ricavata da fonti fossili (petrolio, gas naturale, carbone), che soddisfano attualmente quasi il 90% dei fabbisogni mondiali, sono tra le principali cause dell'inquinamento atmosferico e dei cambiamenti climatici.
La maggior parte delle nazioni avanzate, Italia compresa, hanno adottato iniziative a favore dello sviluppo delle fonti rinnovabili e del risparmio energetico.
Il risparmio energetico attuato dai singoli consumatori può contribuire alla riduzione delle emissioni inquinanti (gas serra inclusi) e nello stesso tempo tagliare la spesa energetica delle famiglie.
Risparmiare il 20% di energia entro il 2020: questo è l'obiettivo che la Commissione Europea ha dichiarato presentando il “Piano d'azione sull'efficienza energetica” il 19 Ottobre 2006 a Bruxelles.
L'efficienza energetica è un elemento cruciale per i prossimi anni e l'Europa ha compreso che deve essere affrontato con una strategia comune, in tempi brevi e con il contributo della collettività: valutata in modo complessivo, l'efficienza energetica è l'approccio di ognuno di noi finalizzato alla riduzione dei costi della bolletta elettrica, del gas e alla riduzione dei gas ad effetto serra, nonché di inquinanti derivanti dai processi di trasformazione dell'energia.
L'aumento dei prezzi del petrolio e del gas, le incertezze sugli approvvigionamenti, il limitato utilizzo delle fonti rinnovabili e le crescenti emissioni di gas ad “effetto serra”, considerate responsabili dei cambiamenti climatici, mettono in discussione la stessa possibilità di uno sviluppo sostenibile.
Il risparmio energetico è una scelta obbligata per tutti, in particolare per il nostro Paese che importa l'85% dei combustibili necessari al proprio fabbisogno di energia.
Risparmiare energia non produce solo vantaggi economici, ma anche ambientali contribuendo a raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra assegnati all'Italia dal Protocollo di Kyoto.
L'uso consapevole dell'energia è fondamentale nel settore residenziale, che concorre al 30% dei consumi nazionali ed è un obbligo di legge anche in Italia, dove le normative stanno rapidamente evolvendo e un contributo innovativo viene dai recenti regolamenti edilizi di diversi Comuni.
Ma le leggi da sole non bastano: occorrono meccanismi incentivanti utili ad incidere nel cambiamento dei comportamenti individuali e nell'adozione di concrete politiche locali sul risparmio energetico, un obiettivo perseguibile articolando e combinando diverse modalità di intervento: semplici regole che i cittadini possono adottare quotidianamente, scelte che comportano un modesto investimento ed, eventualmente, opere strutturali che richiedono un impegno economico più rilevante.
Una politica attiva in materia di efficienza energetica potrebbe contribuire in modo significativo a migliorare la competitività e l'occupazione dell'Unione Europea: giacchè affronta la questione della domanda di energia, tale politica fa parte delle politiche comunitarie volte alla sicurezza dell'approvvigionamento energetico, compresa la promozione delle energie rinnovabili e rientra nelle priorità stabilite nel Libro verde sull'efficienza energetica.
 
Il Libro Verde mira pertanto ad individuare una serie di azioni chiave:
  • predisposizione a livello nazionale di piani d'azione annuali volti a migliorare l'efficienza energetica;
  • fornire ai cittadini migliori informazioni mediante campagne pubblicitarie e una migliore etichettatura dei prodotti;
  • incentivare l'avvio di nuove tecnologie volte all'efficienza energetica.
L'ostacolo principale all'incremento dell'efficienza energetica resta la mancanza di informazioni (informazioni sui costi, sulla disponibilità di nuove tecnologie, sui costi dei propri consumi, l'insufficiente formazione dei tecnici e degli installatori): questo può costituire uno specifico problema quando si tratta di realizzare investimenti a lungo termine.
Inoltre, anche gli ostacoli di carattere tecnico, quali la mancata standardizzazione degli impianti e dei componenti a basso consumo energetico, possono frenare il rapido sviluppo di nuove tecnologie efficienti sotto il profilo energetico.
L'attuale sistema dei prezzi sui prodotti energetici non orienta il consumatore verso un uso più economico e razionale dell'energia.
 
A tal proposito sono possibili tre livelli d'intervento:
  • informazioni ai cittadini su argomenti quali la riduzione del consumo d'energia nelle abitazioni, ad esempio grazie ad efficienti sistemi di illuminazione e di riscaldamento e consapevoli decisioni d'acquisto;
  • informazioni ai clienti industriali;
  • informazioni rivolte agli esperti del settore dell'efficienza energetica e ai prestatori di servizi per garantire che esista e funzioni in tutti gli Stati membri una rete di esperti qualificati.
L'istruzione e la formazione possono contribuire significativamente a rafforzare la cultura dell'efficienza energetica.
Informare e formare il pubblico costituisce un primo obiettivo, informare e formare i professionisti del settore energetico ne costituisce un secondo.
Tali azioni possono essere avviate a livello europeo, ma ovviamente devono essere applicate a livello nazionale, regionale e locale.
Secondo gli studi disponibili in materia, l'UE potrebbe risparmiare il 20% del suo consumo attuale d'energia migliorando anche l'efficienza dei costi con la piena applicazione delle misure esistenti, in particolare delle misure comunitarie già in vigore o in fase di adozione.
Un notevole passo nella direzione dell’incentivazione al risparmio energetico negli edifici è stato fatto in occasione delle leggi finanziarie 2007 e 2008, che hanno previsto sgravi fiscali del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici (interventi sull’involucro edilizio e sulle componenti impiantistiche).
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